Slow Loop 
[ "Canto di una Single" ]

di: Giorgio Viali
   
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Cercasi Attrice 
[ Dicembre 2009 Gennaio 2010]
Cercasi attrice: 25-35 anni
Disponibile a lavorare con: Solo Rimborso Spese
Location: Vicenza
Prove e Base operativa a: Arzignano (Vicenza)
Inviare un paio di foto recenti e dati essenziali a: info@slowloop.com 
[ Casting_Vicenza ]

 

"Canto di una single"
[ Slow Loop ]

Bozza di Monologo
GIORGIO VIALI
www.videoworker.org
www.giorgioviali.com
Novembre 2009


Ed ora dopo anni e anni in cui solo il mio corpo parlava qualcuno mi ha dato la parola.
E mi ritrovo spiazzata. Incredula.
Forse che anch'io ho qualcosa da dire?
Forse che anch'io ho il diritto di parlare?
Forse che anch'io ho parole che devono essere dette.
Parole che mi hanno attraversato negli anni.
Parole che sono cresciute dentro di me.
Che il mio corpo ha visto e sentito.

Questo mio corpo mi piace. Mi ha accompagnato per anni.
Mi ha ben rappresentato.
Mi ha servito fedelmente.
E la parola non mi mancava.
La parola non era necessaria.
Forse non lo e' nemmeno ora.

Ma qualcuno mi ha messo in bocca queste parole.
Qualcuno mi ha chiesto di leggerle.
Di farle mie.
Di provare a farle risuonare dentro di me.

Non e' facile.

[ Azione -Pausa ]

Cammino. Sperando che la rabbia mi passi o almeno tenda a diminuire.
Cammino e spero di ritrovare una lucidita' che ho perduto da tempo.
Cerco di recuperare. Di riappropriarmi di spazi che mi sono sempre stati negati.
Cammino, vorrei canticchiare ma non ci riesco. Cammino e la rabbia sembra camminare
davanti a me. Accanto a me. Dietro di me.
Sono single. Per scelta. Ma le emozioni spesso diventano dei compagni inaffidabili
che non sappiamo come gestire e da cui non possiamo separarci.

Le mie parole non devono cercare sostegno. Devono sostenersi
da sole. Poggiare sulle proprie possibilita'.
Invocare l'aiuto, il sostegno, la corresponsabilita' dei poteri, delle
istituzioni, o di parte della societa' vuol dire
non esser consapevoli.

Io spesso ho cercato e chiesto aiuto, sostegno. L'ho preteso spesso.
Mi sono lamentata per non averlo ricevuto
Arrabbiata per non averlo ottenuto.

Non mi sono resa conto che non dovevo nascondermi dietro l'autorita' o
l'autorevolezza di altri.
Non mi sono resa conto che quanto sentivo era un patrimonio sociale che non
dovevo sprecare.
Che avevo il diritto di chiedere ma non avevo il diritto di ricevere.

Ho mancato al mio compito fino ad adesso.
Ho mancato.
Per ignoranza e per poca consapevolezza.

[ Azione -Pausa ]

Questa rotatoria e' un anello. E' una promessa. Uno spazio sacro.
Rappresenta un luogo dove la parola puo' affrancarsi dalla contingenza della
quotidianita' e dell'immediatezza.
Questo spazio sospeso tra terra e cielo, sopraelevato, e' lo spazio perfetto.
Lo spazio giusto per parlare dei sogni dei singoli e delle comunita'.
Per raccontare il passato, sospendere il presente e immaginare un futuro.

Questa rotatoria e' attraversata da migliaia di persone e i loro sogni le loro
emozioni rimangono impigliate
nel guard rail della rotatoria stessa, fluttuano tra cielo e terra ed il vento
le distribuisce quando vuole, quando riesce a toglierle da qui.
Molte parole e molti sogni. Di persone che vengono da lontano e abitano il
nostro presente.
Di giovani studenti che percorrono questo tratto di cielo mentre vanno o tornano
da scuola.
Sogni e parole ed emozioni di cittadini delusi, amareggiati, inconsapevoli o
stanchi.
Arrabbiati o delusi.
Ho deciso che questo spazio sia il posto giusto per raccogliere tutto questo e
per raccontare.

Mentre muovo silenziosa le mie mani e accarezzo il vento le parole sembrano
trovare la strada.
Le emozioni trovano l'occasione per definirsi compiutamente.
Per uscire allo scoperto.
Sospese. Lontane dalla citta'. Certe che non faranno del male.
Non vogliono far del male. Non vogliono offendere.
Vogliono solo avvolgere quelle che ora sono le mie parole.
Vogliono potersi specchiare in un futuro che sapra' accendere quelle sincere e
spegnere quelle inutili e pretestuose.
Sapranno ritrovare la strada per la terra solo quelle che avranno superato la
prova.
Le parole che avranno la capacita' di rimanere sospese.
La pioggia provvedera' prima o poi ad appensantire quelle gonfie e inutili.
Pretestuose e arroganti.

[ Azione -Pausa ]

Ho sognato che un giorno un gruppo di persone verso sera, al chiarore di luci,
partivano a piedi.
E camminavano con pazienza, allegria e spensieratezza.
Madri, figli e figlie, anziani e padri di famiglia. E single.
Camminavano e si incontravano su questa rotatoria.
E qualcuno e' venuto per parlar loro. Per rasserenare. Per sperare...
Come in una rappresentazione collettiva.
Dove il camminare su un territorio frammentato e insensibile spezza l'assenza di
una possibilita' di dire.

E qualcuno poi ha parlato. Perche' il passato se non puo' illuminare il presente
per lo meno puo' rasserenare il sonno dei giusti.
E qualcuno poi ha raccontato.

In un tempo non molto lontano la gente aveva deciso
di affidare il governo a nuovi rappresentanti. Nuove idee, nuove emozioni,
nuove paure e insicurezze avevano invaso questi nostri territori
ed il vento soffiava regolarmente verso una nuova direzione.
Il vecchio governo era stato spazzato via! E non si poteva non dire che quanto
era accaduto era stata colpa loro.
L'arroganza e la presunzione non li aveva risparmiati.
La mancanza di coraggio e l'incapacita' di innovare li aveva ripagati.

Erano al potere. E non avevano saputo convincere.
Erano al potere e non avevano saputo ascoltare.
Erano al potere e non avevano saputo innovare.
Erano al potere e non avevano saputo potare. Tagliare legami e vincoli
lontani e inutili se non dannosi.
Strana gente, arrogante e insensibile. Certa che un risultato doveva arrivare.
Come se la parola acquistata altrove e dispensata a caso dovesse fruttare.
La parola non segue queste regole. La parola ha altri fini, altre vie, altri
obiettivi.
La parola non e' mercenaria.
La parola non puo' essere usata.
E un salotto rimodernato dove solo vuote parole hanno accesso di certo non
poteva portare lontano.
Ora questi amministratori spodestati si ritrovano ad ascoltare un'altra
maggioranza. Di nuovo arrogante.

[ Azione -Pausa ]

Ed ora la parola puo' esprimersi?
La mia parola, quella che mi e' stata affidata, ha trovato la sua strada,
ed e' pronta per lenire, per accogliere, per sostenere.
Ma anche per tagliare, distinguere e scegliere.

La parola deve essere rappresentata.
In questo punto di passaggio, in questo anello
dove due comunita' si incontrano.

Ed e' quello che ho intenzione di fare.

Bozza di Monologo [ English ]
GIORGIO VIALI
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Novembre 2009

 

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Last Update: 13 Dicembre  2009